19 Gennaio 2024
Nel cuore pulsante di Piazza Vecchia, circondata dalle mura veneziane che abbracciano Bergamo Alta, si erge maestosa la Torre Civica. I bergamaschi la chiamano affettuosamente “Campanone” o in dialetto bergamasco βol campanΓΉβ, un soprannome che richiama la presenza dell’imponente campana che dalla sua sommitΓ scandisce da secoli il tempo della cittΓ .
Questo monumento rappresenta uno dei simboli piΓΉ autentici dell’identitΓ bergamasca e costituisce una tappa imprescindibile per chi desidera immergersi nella storia e nella cultura di questa splendida cittΓ lombarda.
Le origini medievali del Campanone
La storia della torre medievale di Bergamo affonda le sue radici in un’epoca di intense rivalitΓ tra famiglie nobili e fazioni politiche. Costruita tra l’XI e il XII secolo, la struttura nacque come casa-torre di proprietΓ della famiglia Suardi, uno dei casati piΓΉ influenti del tempo appartenente alla schiera ghibellina.
In quell’epoca, Bergamo veniva chiamata la “cittΓ delle cento torri“: le famiglie facoltose gareggiavano infatti nella costruzione di torri sempre piΓΉ alte, simboli tangibili del proprio potere e prestigio. PiΓΉ la torre svettava verso il cielo, maggiore era l’autorevolezza che la famiglia riusciva a conquistare agli occhi della cittadinanza.
Nel corso dei secoli, il Campanone ha vissuto numerose trasformazioni e cambi di destinazione. Durante il XIV secolo ospitΓ² le carceri cittadine, divenendo luogo di detenzione per chi infrangeva le leggi della cittΓ .
Con il passaggio all’epoca comunale, la torre fu acquisita dalla municipalitΓ bergamasca e la sua funzione mutΓ² radicalmente: da simbolo del potere privato a emblema dell’autoritΓ pubblica. Fu proprio in questo periodo che vennero installate le campane che diedero alla torre il suo nome attuale e che iniziarono a scandire i ritmi della vita cittadina.
L’architettura e le caratteristiche della Torre
Quando si passeggia per Piazza Vecchia, lo sguardo viene inevitabilmente catturato dall’imponente sagoma del Campanone che si staglia contro il cielo. La torre si trova in posizione strategica, fungendo da raccordo tra due importanti edifici storici: il Palazzo della RagioneΒ e il Palazzo del PodestΓ .
Lo stile architettonico Γ¨ prettamente medievale, caratterizzato da robusti lavori in pietra ed eleganti archi che testimoniano l’abilitΓ costruttiva dell’epoca.
Quanto Γ¨ alto il Campanone di Bergamo?
L’altezza attuale del Campanone raggiunge i 52,76 metri, facendone la torre piΓΉ alta dell’intera cittΓ di Bergamo. Tuttavia, le dimensioni originarie erano ben diverse: la struttura iniziale misurava 37 metri.
Nel 1550, il Comune deliberΓ² un significativo innalzamento della torre per ospitare una nuova e piΓΉ ampia cella campanaria, intervento che portΓ² la struttura alle dimensioni che possiamo ammirare oggi.
Nei secoli successivi, altri piccoli interventi di ampliamento e modifiche strutturali hanno perfezionato l’aspetto della torre,Β con l’inserimento di un ascensore che ha reso la visita accessibile a tutti.
Il Concerto di campane
All’interno della torre Γ¨ custodito un prezioso concerto di tre campane, ciascuna con una storia e caratteristiche uniche. La piΓΉ imponente Γ¨ quella che ha dato il nome all’intera struttura: il Campanone vero e proprio.
Fusa nel 1656 dal maestro veronese Bartolomeo Pisenti, questa campana Γ¨ ancora oggi la piΓΉ grande di tutta la Lombardia. Con un diametro di 2,07 metri e un peso stimato di circa 5.580 chilogrammi, rappresenta un autentico capolavoro dell’arte campanaria. Il battente da solo pesa circa 300 chilogrammi.
La fusione di questo bronzo monumentale non fu affatto semplice e conobbe difficoltΓ tecniche e realizzative notevoli. Il primo tentativo, nel 1652, si concluse tragicamente con lo scoppio della forma durante la colata. Il secondo tentativo, l’anno successivo, sembrΓ² inizialmente riuscito, ma la campana si incrinΓ² dopo appena pochi mesi dalla sua installazione.
Solo il terzo tentativo, effettuato il 23 marzo 1656, fu quello definitivo. La fusione venne realizzata direttamente in Piazza Duomo, nelle immediate vicinanze della torre. Ancora oggi, chi visita la piazza puΓ² notare il cerchio inciso nella pavimentazione che segna il punto esatto dove venne fusa questa straordinaria campana.
Le altre due campane completano l’insieme: la campana mezzana, risalente al 1949, Γ¨ opera del fonditore bergamasco Angelo Ottolina che riuscΓ¬ a ottenere il calco prima che l’originale del 1653 fosse requisita e distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale.
La campana piΓΉ piccola, ma anche la piΓΉ antica del concerto, fu fusa nel 1474 da Gasparino da Vicenza e pesa circa 480 chilogrammi. Tutte le campane sono oggi dotate di sistemi elettrificati che consentono il suono a slancio e l’uso dell’elettrobattente, garantendo la continuitΓ delle tradizioni sonore della cittΓ .
Quando suona il Campanone di Bergamo?
Il suono del Campanone accompagna diversi momenti della vita cittadina. Oltre a segnare le ore durante la giornata, la campana maggiore risuona in occasioni particolarmente significative per la comunitΓ bergamasca.
Quando si riunisce il Consiglio Comunale, durante la solenne processione del Corpus Domini, e il 25 agosto in occasione del concerto di tutti i campanili della cittΓ organizzato dalla Federazione Campanari Bergamaschi, in preparazione alla festa del patrono Sant’Alessandro che cade il giorno successivo.
I celebri 100 rintocchi
Ma Γ¨ certamente la tradizione dei cento rintocchi serali a rendere il Campanone davvero unico nel suo genere. Ogni sera, puntualmente alle ore 22:00, la grande campana batte cento colpi che risuonano per tutta la cittΓ .
Questa usanza affonda le radici nel periodo della dominazione veneziana, quando i rintocchi servivano ad annunciare l’imminente chiusura delle quattro porte di accesso a Bergamo Alta e l’inizio del coprifuoco notturno. Sebbene le porte non si chiudano piΓΉ da secoli, i bergamaschi hanno voluto mantenere viva questa tradizione come perenne ricordo della loro storia e come elemento caratterizzante dell’identitΓ cittadina.
Per i visitatori che si trovano in Piazza Vecchia nelle ore serali, assistere ai cento rintocchi rappresenta un’esperienza suggestiva ed emozionante, un momento in cui il passato e il presente si fondono in un’unica melodia.
La visita al Campanone: scalini e panorama
Una delle esperienze piΓΉ affascinanti che Bergamo offre Γ¨ senza dubbio la salita in cima alla Torre Civica.
Dalla sommitΓ si gode di una vista panoramica mozzafiato a 360 gradi che spazia su Bergamo Alta con le sue mura storiche, su Bergamo Bassa con il suo tessuto urbano moderno, sulla pianura Padana che si estende a sud e sulle maestose Prealpi Orobie che si stagliano a nord.
Quanti gradini ha il Campanone di Bergamo Alta?
Per raggiungere la vetta del monumento di Bergamo Alta Γ¨ necessario affrontare una salita di 230 gradini. Questo percorso permette di apprezzare gradualmente la struttura interna della torre e di “guadagnarsi” il panorama finale con una piacevole attivitΓ fisica.
Tuttavia, per chi preferisce un’ascesa piΓΉ comoda o ha difficoltΓ motorie, Γ¨ disponibile un ascensore moderno installato nel 1960 che porta fino alla prima terrazza, rendendo la visita accessibile a visitatori di tutte le etΓ e condizioni fisiche. Nel 2007 un successivo restyling dellβascensore lo ha reso completamente panoramico perimetrandolo di vetro trasparente.
L’inserimento di questo elemento contemporaneo non ha compromesso l’integritΓ storica della struttura, ma ha anzi permesso a un pubblico piΓΉ ampio di godere delle bellezze che la torre custodisce.

Tour In Tuk Tuk in Piazza Vecchia vista Campanone
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Cosa vedere nei dintorni
La posizione centrale del Campanone in Piazza Vecchia lo rende il punto di partenza ideale per esplorare le meraviglie di Bergamo Alta.
A pochi passi dalla torre si trova il Palazzo della Ragione, uno degli edifici comunali piΓΉ antichi d’Italia, che con la sua elegante loggia affacciata sulla piazza rappresenta uno straordinario esempio di architettura civile medievale.
Proseguendo l’esplorazione, ci si imbatte nel Duomo di Bergamo e nella Basilica di Santa Maria Maggiore, capolavori dell’arte sacra che custodiscono tesori artistici di inestimabile valore.
Non si puΓ² tralasciare una visita alla Cappella Colleoni, autentico gioiello rinascimentale progettato dal Amadeo e adornato da splendidi affreschi del Tiepolo.
Per chi ama passeggiare, Via Colleoni (chiamata affettuosamente “Corsarola” dai bergamaschi) offre un percorso incantevole tra negozi storici, palazzi nobiliari e scorci suggestivi.
La Cittadella di Bergamo, con i suoi musei dedicati alla storia naturale e all’archeologia, rappresenta un’altra tappa culturale di grande interesse.
Infine, le Mura Veneziane, Patrimonio UNESCO dal 2017, circondano l’intera CittΓ Alta offrendo passeggiate panoramiche e una prospettiva unica sulla cittΓ .
Una curiositΓ gastronomica: il Lambrusco Campanone
Concludiamo questo viaggio alla scoperta della Torre Civica con una curiositΓ che unisce storia e tradizione enologica. Chi si trovasse a degustare, a Bergamo o altrove, un bicchiere di Lambrusco potrebbe imbattersi in una particolare etichetta chiamata “Il Campanone“. Ma quale legame esiste tra questo vino e la torre bergamasca? In realtΓ , nessuno diretto.
Il Lambrusco Campanone prende infatti il nome dal campanile della Rocca dei Gonzaga di Novellara, un comune in provincia di Reggio Emilia. Prodotto dalla Cantina Lombardini, questo vino reggiano DOC Γ¨ il fiore all’occhiello della produzione locale emiliana.
La particolare bottiglia slanciata si ispira proprio alla forma del campanile di Novellara, rappresentando un omaggio alla torre che domina il paese. Si tratta quindi di un caso di omonimia che testimonia come in diverse cittΓ italiane le torri civiche e i campanili abbiano assunto nel tempo il soprannome affettuoso di “Campanone”, diventando elementi identitari per le rispettive comunitΓ .
Nonostante questa curiosa coincidenza di nomi, una visita al Campanone di Bergamo rimane un’esperienza unica e indimenticabile, capace di far rivivere secoli di storia attraverso la pietra, il bronzo e il suono solenne dei suoi rintocchi che da quasi quattrocento anni accompagnano la vita dei bergamaschi.